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Sant'Egidio alla Vibrata

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Sant'Egidio alla Vibrata
comune di 9.844 abitanti
posizione, pianeggiante

 




Un pò di storia: Secondo alcuni scritti attribuiti a Plinio, Sant'Egidio alla Vibrata fu un piccolo borgo romano con l'originale denominazione di "ILIO", nome che è il corrispondente italiano della parola latina Ilium; si pensa che tale nome facesse riferimento alla antica città di Troia, dalla quale, secondo gli scritti della tradizione storica ed epica i Romani pretendessero di aver avuto discendenza (vedi Eneide).
Nel periodo di reggenza di Cesare Augusto, la zona nella quale attualmente si trova la cittadina faceva parte della quinta Regione d'Italia, il Piceno. La regione, come tutti i territori romani, fu sconvolta dai tumulti e dalle razzie durante il periodo dei barbari, fino alla rovinosa caduta dell'impero romano d'occidente; l'ordine costituito venne ristabilito solo con l'avvento della reggenza di Bisanzio. I Bizantini contribuirono allo sviluppo del territorio.
Successivamente, durante la dominazione longobarda, il territorio fu oggetto di contesa, fra due ducati allora molto importanti: quello di Spoleto e quello di Benevento; si ritiene che tale disputa si fosse accesa a causa di errori commessi nel posizionamento del confine tra i fiumi Tronto e Salinello, disputa che si risolse a favore del Ducato di Spoleto, con l'annessione dei territori santegidiesi.
La reggenza Longobarda contribuì allo sviluppo e alla modernizzazione dei territori; i Longobardi fortificarono le strutture e si si insediarono a Faraone, oltre che nei territori limitrofi; sono state rinvenute alcune tombe di loro origine nelle attuali zone della collina dell'"Ascensione". Qualsiasi fosse stata la ragione che spinse i Longobardi a stanziarsi nelle zone di Faraone, la creazione di questo piccolo aggregato urbano, sito in posizione altamente strategica, rese necessaria la costruzione di strutture militari fortificate, che si ponessero a difesa dei territori del ducato di Spoleto che, per molti anni, contese il borgo al ducato di Benevento, per ottenere un più agevole controllo strategico della strada della Metella e della strada consolare della Salaria. L'occupazione dei Longobardi terminò nel 793 d.C. successivamente all'invasione dei Franchi guidati da Pipino il Breve.br>Successivamente, Carlo Magno, durante il periodo della sua reggenza, nel definire i confini del Regno della Chiesa, che comprendeva il Ducato di Spoleto, estromise i territori di Sant'Egidio. Faraone e le strutture adiacenti ricaddero sotto il controllo della Badia di Monte Santo, che ne garantì la tranquilla giurisdizione ecclesiastica.
I Frati Benedettini si impegnarono molto per migliorare le condizioni dei territori da loro gestiti: bonificarono l'intero territorio, ristrutturarono il borgo adiacente costruendo anche il castello e nuove chiese.
La chiesa priorale di Sant'Egidio così come le chiese conventuali di Sant'Angelo e San Savino furono aggregate alla diocesi di Ascoli a causa di un falso documento, attribuito ad un editto di Carlo Magno, nel quale il Vescovo di Ascoli rivendicava il possesso di tali chiese; Intorno all'anno 1300, durante le dispute fra Ascolani e Teramani, i quali rivendicavano il possesso della Valle del Vibrata, furono distrutte parte della Chiesa e del convento; negli anni successivi i territori e le relative strutture subirono ulteriori danni a causa di diversi terremoti che colpirono la zona.
Papa Sisto V, nell'atto di istituzione della diocesi di Montalto, aggregò ad essa l'abbazia di Monte Santo unitamente alle chiese di Faraone e Sant'Egidio; la diocesi di Montalto comprende tutt ora le chiese e l'abbazia.
Sant'Egidio ebbe il privilegio e la fortuna di essere considerata, assieme a Civitella del Tronto, città reale e fu, per tale motivo, esentata dai tributi feudali fino al 1642.
La reggenza sui territori passò di mano più di una volta: nel 1642 fu infeudata da Pompeo Procaccino da Civitella del Tronto; il 23 settembre 1679 fu venduta, per una somma di 780 ducati, ad Orazio Buongiovanni da Roma; il 3 gennaio 1695, passò a Lucrezia De Mendoza y Alarcon, Marchesa di Monacilioni; nel XVIII secolo passò, in parte, al barone Guidobaldi di Nereto.
Importante momento della storia di Sant'Egidio fu l'entrata in vigore del codice napoleonico, che, nel 1809, su editto di Gioacchino Murat, soppresse definitivamente il feudalesimo ed istituì le piccole Università e Faraone e Sant'Egidio, le quali furono inglobate nel circondario di Civitella del Tronto.
Sotto il dominio dei Borboni, a Sant'Egidio, si ebbe una crescita notevole del contrabbando e del brigantaggio, anche e soprattutto a causa della presenza nel territorio della dogana; per questo motivo vi era una notevole presenza di truppe borboniche all'interno dei territori; tali forze militari si posero a difesa dei confini durante i moti del 1821 e 1831 e poi delle guerre di Indipendenza.
In coincidenza con l'Unità d'Italia, al Comune di Sant'Egidio fu accorpato quello di Faraone, e Sant'Egidio assunse definitivamente il nome di Sant'Egidio alla Vibrata con un decreto reale del 23 giugno 1863.

 

Amministrazione

Sindaco: Rando Angelini (centrodestra) dal 08/06/2009

Sport:

Santegidiese Calcio

 

 

Sito istituzionale

Centralino: 0861.846511

Patrono: Sant'Egidio Abate il 1 Settembre

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