Tortoreto
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Un pò di Storia: Il territorio tortoretano è stato molto probabilmente abitato a partire dal V millennio a.C., come testimoniano ritrovamenti dei resti di semplici villaggi e di piccoli luoghi di sepoltura di età neolitica.
Altri resti archeologici informano, inoltre, della presenza umana di origine pelasgica fino al V secolo a.C., di quella di estrazione sannita dei Sabelli (i cui discendenti fonderanno la città di Palma, la cui nascita risale probabilmente al III secolo a.C.), e inoltre la presenza preponderante, dopo il V secolo, dei Piceni, che assumono il controllo del territorio fino alla sua acquisizione definitiva da parte romana.
L'attuale territorio di Tortoreto si trovava in età romana in quello che Plinio il Vecchio identificava come ager Palmensis, un territorio che andava dal fiume Salinello al fiume Vibrata, che era delimitato ad ovest dal pre-Appennino teramano, e che aveva come città principale quella di Palma.
Nella zona dell'attuale centro storico esisteva una località denominata dallo stesso Plinio il Vecchio Castrum Salini, nata probabilmente poco dopo la conquista romana del territorio dei Piceni (III secolo a.C.), mentre proprio sulla foce del Salinello sorgeva, a partire almendo dalla tarda età repubblicana, una piccola località abitata di nome Servium, in una zona in cui sono state col tempo scoperti capitelli e colonne di pietra, monete, anfore varie e soprattutto statue in terracotta (IV-II secolo a.C.), rappresentanti quattro muse (Erato, Euterpe e Calliope, più un'altra non ben identificata), e altre costituenti un gruppo ispirato al nono canto dell'Odissea; la testimonianza archeologica più importante della Tortoreto romana, comunque, è costituita da una villa rustica costruita proprio alla base delle colline tortoretane, tra la fine dell'età repubblicana e l'inizio di quella imperiale, con pavimenti in mosaico e stanze adibite a lavorazione di uva e olive.
Le attività in zona tortoretana (tra le quali, probabilmente, la produzione di terracotte, vista la presenza di terreno argilloso a Servium) erano prevalentemente collegate con quelle dell'odierna Alba Adriatica (sede delle località di Alba e Suinum), in cui esistevano un emporio marittimo, terme, un piccolo acquedotto che veniva dalla collina, e un porticciolo.
La città di Palma, e probabilmente tutte le piccole località dell'ager Palmensis, territorio tortoretano compreso, si schierano contro Roma durante la guerra sociale (dal 91 all'88 a.C.); in seguito, con la riforma amministrativa di Ottaviano, l'odierna Tortoreto viene inserita nella regione del Piceno, seguendone le vicissitudini fino al crollo della potenza romana nel 476 d.C.
Tra la fine del V secolo e l'inizio del VI secolo l'intero territorio dell'ager palmensis viene saccheggiato e distrutto dalla popolazioni di origine gotica che invadono e conquistano l'Italia. È quindi in collina, sulle rovine di Castrum Salini che le popolazioni locali ricostruiscono un nucleo abitato, con fortificazioni, muraglioni e torri di avvistamento, ponendo le prime basi del centro storico così come è oggi; in età medievale vissero anche alcuni piccoli centri monastici: il monastero di San Silvestro, di cui si hanno tarde attestazioni, costruito sopra le rovine della vecchia villa rustica romana, e quello di San Giovanni a Castro.
Il nuovo centro abitato viene citato in una lettera di Papa Gregorio Magno, che lo descrive come luogo selvatico e boscoso, notando in particolare un'ampia presenza di tortore.
È proprio da questa caratteristica che il centro prende in età medievale il nome di Turturitus, e successivamente di Turturetum. Nell'anno 867 il territorio tortoretano viene affidato dall'imperatore e re d'Italia Ludovico II a Bertario, abate di Montecassino.
Dopo l'anno 1000 il territorio di Tortoreto diviene un feudo normanno: sono noti i nomi di alcuni feudatari, come il barone ghibellino Roberto, nominato durante il regno di Federico II, ed il suo successore, Berardo da Tortoreto, divenuto barone successivamente la conquista da parte degli Angiò dell'Italia meridionale, e Giustiziere della Corte angioina (cioè responsabile delle finanze e della raccolta delle tasse) dal 1269 al 1275.
Sotto il controllo di Berardo finiranno anche altri territori circostanti, quali, ad esempio, quelli di Colonnella e Torano. Morto Berardo nel 1280, i suoi feudi, compreso quello tortoretano, vengono concessi al signorotto di Fermo, e con la caduta degli angioni nel 1282 il feudo finisce sotto l'influenza dei duchi Acquaviva di Atri, fino a diventare loro dominio diretto nel 1424.
Il territorio, durante il dominio degli Acquaviva, è al centro di scontri armati nel XIV secolo tra angioini e aragonesi, e due secoli più tardi, nel 1557, tra le armate spagnole di Carlo V e quelle francesi di Francesco I, oltre che delle scorribande piratesche dei turchi.
Alla fine del governo degli Acquaviva, intorno alla metà del XVIII secolo, Tortoreto passa sotto il controllo diretto del Regno di Napoli, e nel 1860 sotto quello del riunificato Regno d'Italia.
Nel maggio del 1863 viene inaugurata la stazione ferroviaria, a circa cinque chilometri dal centro capoluogo, e nei decenni successivi si sviluppa attorno ad essa un nucleo urbano di una certa consistenza: Tortoreto Stazione.
Agli inizi degli anni '20 del '900, quest'ultima supera per popolazione il capoluogo comunale e gradualmente vengono trasferiti nella popolosa frazione molte importanti strutture e servizi fra cui i Carabinieri e l'Ufficio di conciliazione.
Nel periodo fascista, anche la sede del municipio viene portata a Tortoreto Stazione (1930) e vi rimane fino al 1944, quando, mediante decreto, torna a Tortoreto; negli anni della guerra, inoltre, nel territorio comunale viene allestito un campo per l'internamento civile, attivo dal 1940 al 1943.
Negli anni successivi al periodo bellico sono avviate da Tortoreto Stazione, ribattezzata nel frattempo dai suoi residenti Alba Adriatica, le procedure per la richiesta di costituzione in comune autonomo presso la Prefettura di Teramo.
Nel maggio del 1954, grazie anche al parere favorevole del comune di Tortoreto che, prendendo atto della volontà degli albensi, non si oppone alla costituzione di un'entità amministrativa autonoma, la richiesta viene trasmessa al Ministero degli Interni che, due anni più tardi, l'approva.
Il 19 maggio 1956 parte del territorio comunale di Tortoreto (9,5 km² circa su un totale di 32,4 km²) viene amministrativamente separata, per dar vita al nuovo comune di Alba Adriatica.
La vita politica tortoretana è dominata per decenni dalle liste della Democrazia Cristiana, che governano ininterrottamente la località fino al 1995 (in alcune occasioni, anche in alleanza con esponenti locali del Movimento Sociale Italiano).
A partire dal 1995, l'amministrazione comunale è sempre stata in mano ad esponenti del centrosinistra.
In campo economico ed urbanistico, negli anni '60 inizia a svilupparsi turisticamente la parte di costa rimasta al comune di Tortoreto e l'abitato, quasi inesistente all'epoca, si amplia fino a costituire nei decenni successivi la popolosa frazione di Tortoreto Lido.
Questa si è andata sviluppando in modo armonioso e con ampi spazi destinati al verde; residenziale e tranquilla, è ormai meta di consistenti flussi turistici provenienti da tutta l'Italia e, negli ultimi anni, anche dall'estero.
Nella notte tra il 6 e il 7 ottobre 2007 le città di Alba Adriatica e Tortoreto vengono colpite da un'alluvione causata da piogge torrenziali e aggravata dallo straripamento dell'invaso chiamato Fonti del Vascello, situato a Tortoreto Alto.
La tracimazione ha portato un'inondazione di fango e detriti sulle due cittadine costiere, provocando ingenti danni alla popolazione ed alle attività economiche, nonché all'oasi naturalistica situata proprio attorno all'invaso straripato.
Amminastrazione
Sindaco: Generoso Monti (Il popolo delle Liberta') dal 08/06/2009
Sport:
Associazione Sportiva Dilettantistica Tortoreto
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